TARANTA NERA – IL SALENTO INCONTRA L’AFRICA

01 maggio - ore 15:30 Piazza Castello

Cinzia Marzo, voce, flauti, tamburello
Donatello Pisanello, organetto diatonico, chitarra, mandola
Lamberto Probo, tamburello, tamborra, percussioni salentine varie
Silvia Gallone, tamburello, tamborra, voce
Giorgio Doveri, violino, mandola
Luigi Panico, chitarra, mandola, armonica a bocca

Ospiti:
Baba Sissoko, voce, talking drum, n’goni
Kandi Guira, voce
Kalifa Kone, djembè, percussioni

Ingresso libero

TARANTA NERA

Taranta NeraSalento e Africa: due luoghi del Sud del Mondo entrambi depositari di tradizioni millenarie fondate sulle forme artistiche umane tra le più arcaiche: le voci e le percussioni.
Le voci come comunicazione ed espressione : così come le voci dei griot portano le notizie nei villaggi sperduti della savana, i canti di lavoro delle donne salentine scandiscono il duro lavoro nei campi. Le percussioni come battito vitale della terra e delle cerimonie: così come i tamburi africani fungono da veicolo di comunicazione e di trance nelle cerimonie tribali, il battito del tamburello salentino scandisce da tempi immemori le cerimonie di guarigione dal morso della taranta e portano fino a noi i ritmi dei riti dionisiaci. Un incontro originale e coinvolgente in cui la pizzica tarantata incontra i ritmi africani, con il Mediterraneo a fare da canale di comunicazione.
L’Officina Zoè fin dai primi anni Novanta è stata parte attiva di quel movimento di riscoperta della più antica e travolgente forma di ritmo popolare che è la Pizzica-Pizzica. L’aspetto più interessante del loro lavoro è, oltre alla riproposizione, il rinnovamento del repertorio della Pizzica attraverso composizioni originali che rispettano lo spirito e a volte anche la lettera della tradizione.

Baba Sissoko è originario del Mali, discendente da una grande famiglia di griots, figure erranti che detengono e tramandano il sapere, la tradizione, la storia e la cultura locali. Inizia la sua carriera suonando il Tamani (tamburo parlante), accompagnando il nonno nei suoi viaggi da griot. Il suo stile particolare, fonde sonorità occidentali con le melodie e ritmi propri della tradizione africana come quelli Bambara, Peul, Mandinga e Sonsar.