ROY PACI ORCHESTRA DEL FUOCO FEAT. HINDI ZAHRA

23 aprile - ore 21:00 Piazza Castello

Roy Paci, tromba, flicorno, direzione
Hindi Zahra, voce
Rodrigo D’Erasmo, Elena Floris, violini
Maria Vicentini, viola
Mattia Boschi, violoncello
Guglielmo Pagnozzi, sassofono contralto, clarinetto
Vincenzo Presta, sassofono tenore, clarinetto
Marco Motta, sassofono baritono, piccolo
Massimo Marcer, Stefano Cocon, trombe, flicorni
Giorgio Giovannini, trombone, trombone basso
Vito Scavo, trombone, mellophone
Giulio Rosa, tuba
Fabio Giachino, piano, fender rhodes
Gabriele Boggio Ferraris, vibrafono
John Lui, chitarre, programming
Gabriele Lazzarotti, basso elettrico
Zeno De Rossi, batteria
Itaiata De Sà, percussioni

Sono felice di ritornare al TJF con un progetto diverso, questo fa parte della mia natura di musicista che non conosce barriere. Ad accompagnare la mia Orchestra del Fuoco ci sarà Hindi Zahra che io considero una cantante unica, con una versatilità eccezionale e un grande senso dell’ensemble. Usa la voce come se fosse uno strumento musicale e questo non è affatto scontato. L’incontro fra la sua voce e l’orchestra sarà uno spettacolo da non perdere. (Roy Paci)

Roy Paci, trombettista, compositore, arrangiatore e cantante, non ha bisogno di presentazioni. Si è esibito al TJF nel 2013, con il suo progetto CorLeone. Creata da Paci nel 2012, l’Orchestra del Fuoco, composta da musicisti scelti per la loro capacità di spaziare tra i generi, si è esibita per la prima volta in occasione dell’accensione della Fòcara, il falò più alto del Mediterraneo con i suoi venticinque metri di diametro e trenta di altezza, per i festeggiamenti di S. Antonio Abate a Novoli, in provincia di Lecce. Fuoco, dal greco phos ossia luce. Fuoco caldo come le impetuose percussioni e la combustione innescata da fiati squillanti e ritmiche fiammanti. Un’orchestra capace di scaldare i cuori, di trascinare lo spettatore in un vortice danzante degno del fuoco.
I critici francesi che ne hanno decretato il successo la chiamano «la Patti Smith del deserto»; ma a parte la somiglianza fisica e un comune spirito rock, le muse che ispirano Hindi Zahra spaziano dalla musica tradizionale berbera della sua terra d’origine a quelle indiane ed egiziane, fino al rock psichedelico, al reggae, al soul, in uno stile che altri hanno definito un «blues del deserto».

Dove

Sto caricando la mappa ....