LAPSUS LUMINE FEAT. JIM BLACK / ERNST REIJSEGER “MOONDOG PROJECT” + RYMDEN (BUGGE WESSELTOFT, DAN BERGLUND, MAGNUS ÖSTRÖM) “REFLECTIONS & ODYSSEYS”

02 maggio - ore 21:00 OGR

BIGLIETTO UNICO PER ENTRAMBI I SET
POSTI NUMERATI € 12,00/8,00

LAPSUS LUMINE FEAT. JIM BLACK / ERNST REIJSEGER “MOONDOG PROJECT”

Lapsus Lumine:
Giulia De Val, voce
Sabrina Oggero Viale, voce
Erika Sofia Sollo, voce
Stefano Risso, concept, composizioni, arrangiamenti e contrabbasso
Guest:
Ernst Reijseger, violoncello
Jim Black, batteria

Produzione Originale TJF

Questo viaggio è ispiratato a Moondog, pseudonimo del visionario cantautore e compositore statunitense Louis Thomas Hardin. Artista diviso tra amore per la classica, vita beat e jazz, precursore del minimalismo, stimato da compositori come Philip Glass e Steve Reich.
Il progetto parte dal quartetto Lapsus Lumine dove le voci, come strumenti, intrecciano con il contrabbasso linee melodiche in armonia o in c ontrappunto. Al gruppo si aggiungono due tra le figure più rilevanti della scena contemporanea: il violoncellista e improvvisatore olandese Ernst Reijseger e il batterista americano Jim Black. La formazione rilegge l’opera di Moondog muovendosi magistralmente tra territori musicali apparentemente lontani tra loro.

RYMDEN (BUGGE WESSELTOFT, DAN BERGLUND, MAGNUS ÖSTRÖM) “REFLECTIONS & ODYSSEYS”

Bugge Wesseltoft, pianoforte, Fender Rhodes
Dan Berglund, contrabbasso
Magnus Öström, batteria

PRIMA ITALIANA

Due forze del jazz europeo contemporaneo si fondono per dar vita a questo nuovo super trio. Il norvegese Bugge Wesseltoft incontra due terzi del gruppo svedese E.S.T. dello sfortunato pianista Esbjorn Svensson, prematuramente scomparso dieci anni fa. Il titolo del concerto è lo stesso del disco recentissimo (uscito a febbraio per Jazzland). Questo concerto è un doppio debutto: del gruppo, che suona per la prima volta in Italia e del nuovo materiale proposto. Rymden significa “spazio”, “universo”: nome che chiarisce l’estetica del gruppo, tenendo conto, come precisano i tre che questa è: «musica scandinava, ma senza un sound scandinavo».