JON BALKE “SIWAN” + ENSEMBLE D’ARCHI DEL CONSERVATORIO DI TORINO + JOSHUA REDMAN TRIO

30 aprile - ore 21:00 OGR

BIGLIETTO UNICO PER ENTRAMBI I SET
POSTI NUMERATI € 12,00/8,00

 

JON BALKE “SIWAN” + ENSEMBLE D’ARCHI DEL CONSERVATORIO DI TORINO

Siwan
Mona Boutchebak, voce, oud
Jon Balke, pianoforte, tastiere, percussioni, direzione
Pedram Khavar Zamini, tumbak (percussioni)
Helge Norbakken, percussioni
Bjarte Eike, violino
Derya Türkan, kemenche

Ensemble d’archi del Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino:
Edoardo De Angelis, (docente)
Rebecca Innocenti, Giulia Pecora, Eleonora Minerva, Matteo Mandurrino, Ruben Galloro, Carlotta Bosco, Samuele Cerrato, violini
Gabriele Croci, (docente) / Martina Anselmo, (tutor)
Diego Villani, Occelli Alberto, viole
Manuel Zigante, (docente) / Simone Graziano, Alessandro Fornero, Lucia Sacerdoni, violoncelli
Federico Marchesano, (docente) / Tommaso Fiorini, contrabbassi

Produzione Originale TJF
a sostegno dell’attività di Unesco Giovani, in collaborazione con il Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino e con la Reale Ambasciata di Norvegia a Roma

Il compositore e pianista norvegese Jon Balke torna al TJF, presentando l’ensemble Siwan. Il nome del gruppo deriva da un termine degli antichi arabi di Spagna che significa equilibrio; virtù che Balke dispensa a piene mani in questo dosaggio di ingredienti ispirati a musiche provenienti dal medioevo andaluso, a melodie tradizionali nordafricane o asiatiche, influenze jazz. La sua musica viaggia nel t empo, rinegozia i confini alla ricerca di un “equilibrio” tra mondi stilistici differenti. Il gruppo è accompagnato dai docenti e dagli allievi del Conservatorio Di Torino, che hanno potuto approfondire il materiale durante la Masterclass tenuta da Balke, un’ occasione di grande stimolo per gli studenti.

JOSHUA REDMAN TRIO

Joshua Redman, sassofoni
Reuben Rogers, contrabbasso
Gregory Hutchinson, batteria

Agli inizi della carriera era semplicemente il figlio d’arte del sassofonista Dewey Redman, poi con caparbia energia, disco su disco, concerto dopo concerto, Joshua Redman è diventato uno dei musicisti americani più rappresentativi della sua generazione. Dagli anni Novanta trionfa nei readers poll di riviste come Down Beat o Rolling Stone e riceve nomination per i Grammy. Innovativo, ma rispettoso della tradizione, è entrato rapidamente nella storia del jazz: la sua prima band ha annoverato talenti come Brad Mehldau e Brian Blade. L’energia e la foga strumentale rendono ogni suo concerto un evento. Grazie a queste qualità spesso presta il proprio sassofono a collaborazioni prestigiose nei più disparati generi, dal soul al rock.