FRANKIE HI-NRG MC VS ALJAZZEERA + MARC RIBOT CERAMIC DOG

27 aprile - ore 21:00 OGR

BIGLIETTO UNICO PER ENTRAMBI I SET
Posti numerati € 12,00/8,00

FRANKIE HI-NRG MC VS ALJAZZEERA

Frankie hi-nrg mc, voce
Manuel Pramotton, sassofoni
Luca Mangani, basso elettrico
Donato Stolfi, batteria

Produzione originale T JF

Una band diversamente jazz incontra un pioniere del rap, per un viaggio fatto di contaminazioni musicali, dissonanze in rima, cortocircuiti geografici. Influenze afroamericane e mediorientali, 3 parti di Torino, 1 di Aosta, agitate e agitanti. Dal rap al jazz. Da Frankie a AljazZeera.

Frankie hi-nrg mc
Pioniere del rap italiano, artista eclettico, solito spaziare tra musica, fotografia, video e scrittura, autore di “Quelli che benpensano”. Vanta numerose collaborazioni illustri, nonostante sia uno che si vanta poco.
AljazZeera
Il trio AljazZeera è attivo da dieci anni. Il cd omonimo “AljazZeera” è del 2012. Tra le varie esibizioni in Italia e all’estero spicca quella al Montreux Jazz Festival.

MARC RIBOT CERAMIC DOG

Marc Ribot, chitarra elettrica
Shahzad Ismaily, basso elettrico, elettronica
Ches Smith, batteria, percussioni

La sua chitarra è già nel mito. Marc Ribot, grande improvvisatore, compositore statunitense noto per le collaborazioni (bastano quattro nomi: Tom Waits, John Zorn, Elvis Costello, Vinicio Capossela) è un musicista che non ama adagiarsi su situazioni comode. Per questo con il suo gruppo Ceramic Dog lavora senza rete e con una scaletta assolutamente imprevedibile. “Non è un progetto, ma una vera band!”, spiega Ribot di questo trio in grado di attraversare free, punk, funk, elettronica, rimanendo sempre fedele alla propria vocazione sperimentale. Gli altri due vertici del gruppo sono tra i più rappresentativi esponenti della scena underground americana: al basso e all’elettronica Shahzad Ismaily (Will Oldham, Secret Chiefs 3, Jolie Holland, Yoko Ono) e Ches Smith alla batteria (Xiu Xiu, Good for Cows, Secret Chiefs), già apprezzato al TJF con gli Snakeoil di Tim Berne.
Ceramic Dog riprende l’espressione francese “chien de faïence” (cane di ceramica), che rappresenta quel momento di sospensione del movimento, dettato dallo stupore o da una forte emozione, che precede l’esplodere di una reazione, ma fa anche pensare a quei soprammobili kitsch presenti a volte nelle case d’epoca. Quel che è certo è che questa musica non è né kitsch né immobile, perché la chitarra di Ribot, libera dai condizionamenti di genere, sprizza pura energia. Ribot ha pubblicato una ventina di album a proprio nome
nell’arco di 30 anni di carriera, esplorando tutto: dal jazz d’avanguardia di Ayler, al sound cubano di Arsenio Rodríguez (con due cd, acclamati dalla critica, dei Marc Ribot y Los Cubanos Postizos).

Dove

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