ALESSANDRO LANZONI PIANO SOLO “DIVERSIONS”

30 aprile - ore 11:30 Teatro Vittoria

Alessandro Lanzoni, pianoforte

Saluto iniziale del Comitato Giovani della Commissione Nazionale Italiana per l’ UNESCO

Posto unico numerato euro 5,00

L’assegnazione del “Top Jazz 2013” come miglior nuovo talento dell’anno, ha collocato a pieno titolo Alessandro Lanzoni fra gli artisti di maggiore personalità del jazz italiano, togliendogli definitivamente di dosso l’etichetta di “enfant prodige” che ha lo aveva contrassegnato agli esordi di una carriera iniziata a soli 14 anni con l’affermazione ai Premi “Massimo Urbani” e Luca Flores”.
La sua attività lo ha portato a collaborare stabilmente con Roberto Gatto e con Aldo Romano, due dei più importanti batteristi della scena internazionale. Animato da uno spirito di incessante ricerca musicale, Lanzoni non poteva che trovare nel piano solo il suo terreno privilegiato, in cui esprimere la propria creatività nel modo più autentico: nasce così un album, il cui titolo, “Diversions”, sintetizza la capacità di Alessandro di creare attraverso l’improvvisazione libera panorami sonori sempre diversi, luoghi in cui l’ascoltatore viene guidato con mano sicura da chi sa percorrere anche i sentieri più accidentati padroneggiando i linguaggi musicali più disparati.
Il concerto è in parte dedicato alla libera improvvisazione, costruzione momentanea e spontanea di episodi musicali di grande coerenza narrativa, in cui Alessandro esprime anche tutta la sua sensibilità timbrica servendosi delle infinite possibilità sonore che gli offre il pianoforte. Nel proseguire la sua performance il pianista si stacca da questa dimensione totalmente libera e offre uno spazio a brani già esistenti, ripercorrendo sue composizioni precedenti o reinterpretando standards della tradizione.
Nel suo eclettismo stilistico Alessandro Lanzoni rappresenta perfettamente la contemporaneità, che induce l’artista a doversi fare interprete della pluralità di sollecitazioni che il mondo attuale ci offre. Il tutto senza perdere lo spirito del jazz. Come ha affermato il critico scozzese Brian Morton, scherzando sulla curiosa assonanza del nome con l’autore dei Promessi sposi: “la musica di Lanzoni non si è sciacquata sulle rive dell’Arno, ma si è immersa nelle acque del Mississippi”.

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