#tjf2018

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  • 28 aprile suona il maestro del jazz italiano Franco D’Andrea

    Il suo lavoro è un caposaldo della scena contemporanea. Con D’Andrea siamo in presenza di una istituzione del jazz italiano, in grado di stupirci ogni volta con la sua creatività, premiata da un unanime consenso di critica e pubblico. Accompagna D’Andrea un ottetto composto da musicisti che rappresentano il meglio del panorama italiano (Daniele D’Agaro, Andrea Ayassot, Mauro Ottolini, Zeno De Rossi). In Intervals per prima volta D’Andrea si cimenta con una formazione comprendente sia strumenti acustici che elettronici, dove l’apporto di Dj Rocca e Enrico Terragnoli amplia l’orizzonte timbrico dell’ottetto.

  • 28 aprile OGR: arrivano Carla Bley e Steve Swallow

    Sul palco delle OGR salgono due grandi protagonisti del jazz americano Carla Bley e Steve Swallow. I due artisti, affiancati dalla Torino Jazz Orchestra, eccellenza del jazz “made in
    Piemonte”, ripropongono il completamento del “Turin Project”, presentato in occasione
    della prima giornata internazionale UNESCO del jazz, il 30 aprile 2012, quando il pubblico
    del festival riuscì ad assaporare solo alcuni brani del concerto, interrotto dal maltempo. Questo concerto è dedicato alla memoria di Maurizio Braccialarghe, ideatore del Torino Jazz Festival nel 2012. Apre la serata un trio che promette “groove” senza fine l’organ trio di Alberto Gurrisi con due guest importanti come il batterista Adam Nussbaum e il sassofonista Seamus Blake.

  • 27 aprile: Ivo papasov al piccolo regio

    Se vi entusiasmano le sonorità di Goran Bregovic con la Wedding and Funeral Orchestra, questo concerto fa per voi. Ivo Papasov viene considerato da molti il vero creatore della balkan music contemporanea. Papasov ha avuto una vita artistica non semplice e per molti anni, prima di guadagnarsi il meritato riconoscimento internazionale, ha davvero suonato per numerosi matrimoni. La sua intuizione e il suo lavoro hanno cambiato i connotati di quella musica e per questo è stato soprannominato King of Wedding Band Music, mentre in Bulgaria semplicemente lo chiamano The Aga (il maestro).

  • 27 aprile ogr: frankie hi-nrg mc vs Aljazzeera, marc ribot

    Doppio concerto esplosivo. Dal rap al jazz. Frankie hi-nrg mc Pioniere del rap italiano, artista eclettico, solito spaziare tra musica, fotografia, video e scrittura, autore di “Quelli che benpensano”, incontra il gruppo “diversamente jazz” AljazZeera. La seconda parte della serata è per una chitarra “mitica”, quella di Marc Ribot. Grande improvvisatore, compositore noto per le collaborazioni (bastano quattro nomi: Tom Waits, John Zorn, Elvis Costello, Vinicio Capossela) è un musicista che non ama adagiarsi su situazioni comode. Per questo con il suo gruppo Ceramic Dog lavora senza rete e con una scaletta assolutamente imprevedibile.

  • 26 aprile jazz clhub con Zanchini, Moroni/Tessarollo, Ponissi…

    Per chi interpreta il jazz come musica notturna da club dopo il concerto alle OGR continua la programmazione nei locali: questa sera tre gruppi d’eccezione: Simone Zanchini con il suo progetto su Casadei, un quartetto “all stars” di jazzisti italiani con Dado Moroni Luigi  Tessarollo e lo Youngblood quartet guidato dal veterano Alfredo Ponissi.

  • Archie Shepp

    26 aprile OGR: arriva la leggenda, Archie Shepp

    Si inaugurano in concerti alle OGR e si parte con una leggenda del jazz: Archie Shepp (sul palco alle 22.30 circa). Il suo ritorno in Italia, dopo alcuni anni di assenza, è un evento imperdibile. Shepp, drammaturgo, poeta, scrittore, cantante, compositore e ovviamente sassofonista dal talento unico, ha collaborato ad alcuni dischi fondamentali di John Coltrane, colui che ne ha favorito l’esordio nella prima metà degli anni Sessanta. La sua è una storia
    artistica di primo piano nella definizione del free jazz americano. Negli anni Settanta ha continuato la sua parabola creativa incorporando nella musica il soul e il funk. Shepp è fautore di una musica senza tempo e quando imbocca il suo sassofono, ricco di vibrato, immediatamente veniamo trasportati in un clima espressivo unico.

    Il concerto di Shepp è preceduto (ore 21.00) dal progetto di Federico Marchesano, musicista trasversale, attivo sulla scena sperimentale dai primi anni Novanta, cofondatore della Solitunes Records. Ospite del gruppo è Louis Sclavisuno dei grandi protagonisti della musica improvvisata europea, attivo in Francia dai primi anni Settanta in particolare al clarinetto basso, strumento che domina con autorevolezza. Negli anni Ottanta ha collaborato con musicisti europei come Tony Oxley, Evan Parker, Enrico Rava, Tomasz Stanko.

  • Sold out per Archie Shepp e Melanie de biasio

    Il pubblico del Torino Jazz festival incorona insieme la “leggenda” Shepp e la “rivelazione” De Biasio. Annunciamo con piacere i primi due sold out per i concerti di Archie Shepp e Melanie De Biasio.  I biglietti sono esauriti e iniziano a scarseggiare i biglietti per altre serate e per alcuni concerti pomeridiani. Affrettatevi a consultare il programma…

  • TJF 2018 e… ’68!

    Artisti TJF 2018 e ’68: Carla Bley, Archie Shepp, Gary Bartz, Terje Rypdal, Franco D’Andrea

    Cinquant’anni fa il mondo si risvegliò con la voglia di cambiare: era il ’68. L’arte ebbe un ruolo centrale (ce lo ricorda la mostra di Renato Guttuso che potete visitare alla GAM in questi mesi), e soprattutto la musica rivestì un’importanza notevole come “colonna sonora” di un anno straordinario. Spesso associamo il ‘68 al rock (Beatles, Cream, Who, Janis Joplin, Grateful Dead, Jefferson Airplane, Hendrix e decine di altri nomi…), ma anche il jazz viveva un momento di fermento e Miles Davis stava elettrificando il suo suono e preparando la rivoluzione del jazz-rock.

    Il TJF 2018 ospita alcuni protagonisti di quegli “anni formidabili”: innanzitutto Carla Bley che nel ’68 lavorava come solista e arrangiatrice-compositrice con la Jazz Composer Orchestra e che l’anno successivo avrebbe dato un rilevante contributo al disco della Liberation Music Orchestra di Charlie Haden, un lavoro epocale che mette insieme istanze sociali e grande jazz. Archie Shepp attraversava un momento di grande creatività con il disco The Way Ahead ma da alcuni anni era il capofila di una nuova generazione di jazzisti con le registrazioni effettuate a fianco di di John Coltrane, Bill Dixon, Don Cherry, Marion Brown, Cecil Taylor. (leggi tutto…)

  • TJF 2018: tantissime produzioni originali

    La sesta edizione del TJF si caratterizza per l’altissimo numero di produzioni originali. Incontri tra “eccellenze” come Fabrizio Bosso con la Banda Osiris, grandi musicisti come Carla Bley e Steve Swallow che suonano insieme alla Torino Jazz Orchestra, Frankie hi–nrg mc in un inedito incontro con il gruppo Aljazzeera, il trio di Federico Marchesano che ospita il virtusoso strumentista francese Louis Sclavis, o Alberto Gurrisi che suona con il maestro della batteria Adam Nussbaum e con Seamus Blake ai sassofoni. Tecnicamente non è una produzione originale ( vedi qui la precedente esibizione di Ruggieri-Bartz insieme ) , ma l’incontro tra il quartetto di Riccardo Ruggieri con ospite Gary Bartz, è eccezionale. Nell’anno in cui a Torino torna Archie Shepp, ospitiamo un altro pezzo di storia del sassofono come Gary Bartz, un musicista che ha attraversato il jazz degli ultimi cinquant’anni da protagonista, spesso a fianco di Miles Davis, Art Blakey, Max Roach e come sideman nei dischi di McCoy Tyner per oltre un decennio. Tra gli incontri di musicisti torinesi con ospiti dobbiamo segnalare il CLGEensemble che dialoga con l’influente chitarrista d’avanguardia Christy Doran, in un raffinato progetto di valore artistico e sociale, mentre la fuoriclasse del violino jazz Eva Slongo si esibisce per la prima volta con una sezione ritmica italiana (Gorlier/Battisti/Arco). (leggi tutto…).

  • TJF 2018: il flauto, un quasi alieno da scoprire

    Il Flauto è uno strumento che nel jazz non ha mai avuto un vero e proprio momento di gloria. Eppure nel passato sono stati i grandi musicisti che vi si sono dedicati da Eric Dolphy a Herbie Mann. Per gli appassionati di questo strumento il TJF 2018 offre un “programma nel programma” che difficilmente si può trovare in altri festival. Se Melanie De Biasio incanta soprattutto con il suo primo strumento, la voce, non è da sottovalutare il suo lavoro al flauto  (guarda qui Melanie De Biasio, Your freedom is the end of me), mentre Magic Malik fa della perizia strumentale l’arma per incantare il pubblico, ma nei momenti di maggior intensità ricorre anche al canto per dare ancor più vigore alla sua musica (guarda qui una improvvisazione in solitudine di Malik).

    Fin qui gli ospiti internazionali, senza dimenticare che nel festival suonano due grandi flautisti torinesi: Toti Canzoneri e Dino Pelissero, impegnati in concerti dove il jazz si muove sempre in territori di confine con altri generi musicali. Da non perdere.

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